Artigianato

Artigianato

Nel territorio di Ruffano e Torrepaduli, per via del terreno argilloso, si estraeva l’argilla che veniva adoperata dalle locali botteghe per la realizzazione di terraglie. L’antica arte del figulo, nota almeno da cinque secoli, qui si tramanda ancora da padre in figlio: tra le famiglie che da generazioni si trasmettono questo antico mestiere troviamo i Falcone, Manco, Melissano e Toma.

Un mestiere fatto di tradizione delle forme, manualità e creatività.

Tipica lavorazione di queste botteghe – oltre i tradizionali contenitori di acqua di vino, vasellame e tegami – sono i fischietti, tra i quali si ricordano simpatici cavalli a “tre zampe” cavalcati da personaggi come soldati e carabinieri. Altri oggetti, legati anche alla tradizione religiosa, sono la Tromba di san Rocco un tempo utilizzata come richiamo, e la Campanella di san Marco che stimolava il bambino al suono.

Un altro mestiere che guarda alla tradizione ma con un tocco di creatività è quello del ramaio, tramandato dalla famiglia Pappadà. La lamina di rame, sagomata secondo le antiche tecniche, sotto la mano dell’artigiano assume molteplici forme come piatti, calderoni, pentole e mestoli, per diventare originali complementi d’arredo.

A Ruffano, ma soprattutto a Torrepaduli, non c’è ritmo che non sia battuto dal suono del tamburello, strumento musicale che scandisce la notte ferragostana nella nota Danza dei coltelli. Questa si esegue in occasione della festa di san Rocco che si tiene nella piccola frazione. Tra gli artigiani di questo strumento troviamo Rocco Luca Frisullo e Biagio Panico.

Il lavoro minuzioso delle mani femminili realizza ancora i più bei corredi, la dote delle spose, attraverso la fine arte del ricamo, dell’uncinetto e del tombolo; l’Associazione “Non solo Fili…” attraverso dei laboratori tramanda queste antiche arti.

Il mestiere del cestaio è ancora praticato da pochi anziani. Con canne palustri e germogli d’ulivo s’intrecciano i cesti, i panari (panieri), contenitori che erano utilizzati per il trasporto di alimenti.

 

 

Testi e foto: Stefano Tanisi (2015)