Cenni storico-archeologici

Origini di Ruffano

Il toponimo prediale Ruffano tradirebbe un’origine romana dell’insediamento, ovvero un possedimento di un tale Rufus, probabilmente un centurione; le tracce più antiche tuttavia sono riscontrabili nel contado, come testimoniato dai rinvenimenti preistorici in zona Crocefisso, a ovest dell’abitato. A circa 200 metri della cripta del Crocifisso, in località Manfio, troviamo la grotta della Trinità. L’invaso è stato oggetto di diverse campagne di scavo che hanno rivelato una frequentazione sin dall’età neolitica, segnalata attraverso il rinvenimento di ceramiche impresse, dipinte e graffite, oltre a lame e cuspidi di frecce. Il sito inoltre presenta una continuità di vita attraversa l’età messapica

(con coppe di uso cultuale) e medievale.

Inoltre altre antichissime presenze antropiche di età neolitica e del bronzo sono state rilevate in contrada Cardigliano e Silva, sul versante sud dell’attuale abitato: il primo insediamento ha restituito un ambiente ipogeo scavato di età protostorica, mentre la contrada Silva è nota per la presenza di una specchia.

Diverse le tracce romane rinvenute nei paraggi di Ruffano, tra cui una villa imperiale in località Cardigliano che ha manifestato la presenza di due epigrafi romane, reimpiegate nella costruzione dell’ex chiesa medievale di sant’Elia, mentre le prime presenze evidenti ad oggi conosciute, nell’abitato di Ruffano, risalgono al X secolo, grazie al rinvenimento di una decina di monete di età bizantina, tutte risalenti al tempo di Basilio II.

Allo stesso periodo potrebbe risalire la necropoli in contrada Varna, a ridosso dell’attuale zona industriale del paese: le poche tombe superstiti, separate dalla presenza di successive carraie sul banco roccioso affiorante, presentano una sezione trapezoidale.

I recenti studi hanno inoltre rivelato la presenza di due nuclei distinti, uno in prossimità dell’ex chiesa di san Foca, l’altra vicino la cripta di san Marco; entrambi i siti erano collegati da un’arteria viaria ancora oggi percorribile.

Con l’età angioina Ruffano fu infeudata a Guglielmo de Sectays, per poi passare a Tommaso de Aquino nel 1272; dopo alterne vicende passò ai Ruffo, sino a Guglielmo dell’Antoglietta. Probabilmente in questa fase, nella prima metà del XV secolo, l’insediamento di Ruffano fu cinto da mura, trasformandolo in borgo pianificato. In seguito passò sotto i Del Balzo, Colonna, Delli Falconi, Filomarino.

A livello artistico, i feudatari Brancaccio lasciarono notevoli vestigia, conservate in alcune chiese e nella propria dimora affianco alla chiesa matrice, edificio che da struttura prettamente difensiva fu ingentilita e trasformata in una graziosa residenza signorile.

 

 

Testi: Stefano Cortese (2015)

Foto: Stefano Tanisi (2015)