Dimore storiche

Dimore storiche

La storia di Ruffano e Torrepaduli la si può sfogliare nel prestigioso centro storico: portali rinascimentali e barocchi, muri ricoperti da innumerevoli scialbi di latte di calce, stradine tortuose che conducono a suggestive piazzette e corti, balconi a festa colmi di colorati gerani. È una storia di prospettiva e luce, di odori e sapori, di sensazioni.

 

Innalzato su una rocca medievale, il Castello è stato trasformato in residenza nobiliare nel Seicento dai principi Brancaccio. Una lunga balconata collega il palazzo alla settecentesca chiesa matrice, poiché i feudatari potevano assistere alle sacre funzioni dai loro spazi che si affacciavano direttamente in chiesa. L’atrio è caratterizzato da fregi barocchi realizzati dallo scultore leccese Angelo Ricciardo nel 1654. Spicca in alto la scultura a tutto tondo del principe Rinaldo Brancaccio vestito da soldato romano.

 

Tra le numerose residenze nobiliari ricordiamo il settecentesco Palazzo Pizzolante (sec. XVIII) in via Piazzolante; Palazzo Castriota-Scanderberg (secc. XVI-XVIII) che occupa un lato di piazzetta Nazario Sauro e via Verdi; Palazzo Pio (secc. XVII-XVIII) in via Cesare Battisti; in piazza San Francesco è Palazzo D’Urso (sec. XVIII) con l’adiacente cappella di San Francesco da Paola (1711) e Palazzo Licci (sec. XIX) che con le sue arcate si collega a Porta Mare; Palazzo Villani (1790), che si affaccia in piazza IV Novembre con la bellissima bifora con chiave sospesa.

In corso Margherita di Savoia è il Palazzo Comunale (sec. XIX), un tempo Convento delle Vincenziane. Accanto è l’ex chiesa di Santa Maria di Costantinopoli (1636), dal bel portale tardo rinascimentale.

 

Preponderante in tutto il centro storico di Ruffano e Torrepaduli è la Casa a corte, un sistema abitativo unifamigliare, con un cortile antistante dal quale si accedeva ai diversi vani. Con il tempo, con l’accrescimento della famiglia, questi spazi diventano plurifamigliari con la costruzione del piano superiore.

Spesso queste dimore avevano come ingresso dei portali riccamente decorati, a seconda del grado di nobiltà di questi nuclei familiari.

Un altro elemento caratterizzante di questa edilizia civile è il mignano. Introdotto presumibilmente in Terra d’Otranto in seguito all’occupazione bizantina, il mignano è un elemento architettonico rilevante nell’edilizia delle case a corte salentine, dove troviamo un balcone posizionato nella facciata dell’abitazione e staccato dal resto dell’abitazione, al quale, si giungeva tramite una scalinata. È uno spazio prettamente femminile, dove da lassù la donna si dilettava nelle sue arti donnesche, come il cucito e il ricamo, poiché non gli era consentito di sostare nella strada.

 

Testo e foto: Stefano Tanisi (2015)